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Acufeni

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Buongiorno a tutti,
Oggi vorrei parlarvi di una problematica molto diffusa e poco chiara. Dal momento che è spesso oggetto di numerose domande tra i miei pazienti, ho deciso di scrivere un articolo, sperando di togliervi qualche dubbio. La problematica in questione è l’Acufene. A mio parere, è un argomento tanto complicato (cercherò di essere il più semplice possibile) quanto affascinante.

COSA E’?
L’acufene è un fenomeno fisiologico, basato su nervi e impulsi elettrici (IL SISTEMA NERVOSO E’ SEMPRE COINVOLTO, in tutto, facciamocene una ragione). Tutti i circuiti elettrici producono un rumore, anche il nostro sistema acustico, il quale però è identificabile col silenzio (il silenzio assoluto come quello di una camera anecoica, in natura, non esiste). L’acufene sopraggiunge quando il rumore di fondo diventa invadente e il cervello non riesce a distogliere l’attenzione da esso. E’ un modo che il nostro corpo utilizza per dirci che c’è qualcosa che non va. E’ un sintomo, non una diagnosi, per questo molti medici fanno fatica a trattarlo. Non c’è una cura subitanea che lo faccia andare via e questo provoca spesso scoraggiamento nel paziente e col tempo disturbi emotivi e psicologici.

FISIOLOGIA DEL SUONO/COME PERCEPIAMO IL SUONO
Le onde sonore si propagano attraverso l’aria e raggiungono la nostra membrana timpanica, che inizia a vibrare. Le vibrazioni vengono trasmesse alla catena degli ossicini che a loro volta trasmettono alla coclea nell’orecchio interno. Le vibrazioni meccaniche mettono in moto i liquidi all’interno della struttura, si creano dunque onde che muovono avanti e indietro le ciglia (cellule cigliate) disposte sulle pareti dell’Organo del Corti: questo movimento E’ il segnale acustico. La disposizione delle cellule è tale per cui a ogni zona corrispondono frequenze. Ricapitolando dunque: il segnale acustico arriva (musica, rumori, ecc ecc), viene scomposto nelle sue componenti frequenziali, da qui intensità, frequenza e altri parametri vengono trasmessi alle fibre nervose (varie reazioni chimiche, le cellule cigliate stesse sono le terminazioni nervose). Ad ogni fibra nervosa corrisponde una frequenza, ovvero TONO TOPICO. Le fibre nervose sono le terminazioni del nervo acustico (VIII cranico). Attraverso queste il “messaggio scomposto” va al cervello che capta il codice elettrico (lo stimolo meccanico iniziale, diventa chimico nelle ciglia e poi puramente elettrico), decodifica i potenziali d’azione trasformandoli in sensazioni sonore. In questo modo riconosciamo ogni suono, dalla musica alle parole..e si possono anche affinare queste attitudini, captando frequenze sconosciute ai più (pensate ai musicisti e che guai per loro avere un acufene), ma questa è un’altra storia.

COME L’ACUFENE INFLUENZA IL PROCESSO
L’acufene sopraggiunge quando c’è danno alla coclea e parte delle cellule cigliate sono danneggiate. Alcune definitivamente (ricordiamo che sono neuroni), altre temporaneamente. Il danno può essere provocato da tantissimi fattori diversi, e qui ne cito solo alcuni: traumi acustici (eccessivo rumore), meccanici (traumi alla testa che muovono l’endolinfa troppo rapidamente), metabolici (endolinfa ricca di Ca e Na, se vi è squilibro, incorrono problemi; molti studi mostrano forti connessioni tra acufeni e problemi alla tiroide), farmaci ototossici (come acido acetilsalicilico; aspirina). Ricapitolando: danno alla coclea e alle cellule, che lo manifestano cambiando la loro attività; essendo cellule acustiche, emettono un suono, suoni però che sono random, distorti, non in risposta a stimoli esterni (in base alla proporzione del trauma il danno viene registrato, ci ricorderemo sempre di un petardo scoppiato vicino all’orecchio!). Questo “segnale anomalo” (di natura elettrica, sempre opportuno sottolinearlo), viaggia poi tramite il nervo acustico. Nel cervello ci sono stazioni dove viene processato (esempio: nuclei sottocorticali, la prima). Questo è un punto importantissimo: se il segnale non viene ritenuto importante dal cervello (decisione basata su memoria, esperienze,…), verrà ignorato facilmente (viene inibito elettricamente); questo è il caso dell’acufene non fastidioso; negli anziani l’acufene è fisiologico in quanto c’è degenerazione della coclea. Se invece il segnale è interpretato dal cervello come sintomo di allarme (per vari fattori come la memoria per esempio, il sistema limbico ha un ruolo chiave in questo), allora il cervello lo seleziona, lo memorizza e lo amplifica a livello centrale, e questo fenomeno viene definito centralizzazione dell’acufene. A questo punto l’acufene diventa continuo ed è difficile sbarazzarsene, ma ricordiamo che è sempre un meccanismo di protezione del nostro corpo.

COSA FARE? RUOLO DEL CHIROPRATICO
Prima di tutto, capire la causa (quale fattore ha provocato il danno?). Per esempio, se causato da ischemia, bisogna lavorare sul sistema vascolare. Capirne la causa organica. Causa SOMATOSENSORIALE: risentimento della parte vestibolare dell’orecchio più di quella uditiva. In questo caso disturbi dell’equilibrio sono spesso associati (pensate a un colpo di frusta per esempio). Se la causa è somatosensoriale, vi è una irritazione delle componenti vertebrali e un conseguente disturbo della trasmissione nervosa. Ci sono punti del corpo (alta cervicale e toracica per esempio) intrinsecamente connessi con orecchio e labirinto. Se non preservati, si altera la funzione del sistema. Gli acufeni possono essere associati anche a componente POSTURALE (schiacciando alcuni punti trigger il ronzio aumenta) o traumi meccanici; in questo caso è essenziale lavorare sull’assetto generale e riequilibrare la colonna vertebrale. Se la causa è una di queste tre opzioni appena citate, la Chiropratica è l’UNICA SOLUZIONE. Se invece la componente somatosensoriale è presente ma minoritaria (ribadisco le cause possono essere molteplici), in questo caso si dovrebbe lavorare in team con altri professionisti e agire multifattorialmente. Un rimedio efficace per riabilitare acufeni è la “Tinnitus Retraining Therapy” (che mira a re-sintonizzare un sistema uditivo de-sintonizzato, ricalibrando le frequenze), ma non entro nell’argomento in quanto non è il mio campo. Purtroppo non vi è terapia medica per la problematica, una pastiglia-risolvi-tutto, perché è di natura neuronale (alcuni medici suggeriscono medicinali psicotropi ma ritengo che sia come minimo azzardato).

Il Chiropratico è un Neurologo funzionale. Come specificato, l’acufene è originato da un “alert system” del cervello che comporta di conseguenza una maggiore attivazione del sistema Simpatico e quindi Stress (in questo caso bisogna stimolare i punti parasimpatici e riequilibrare il sistema nervoso vegetativo); sono numerose le componenti sul quale il Chiropratico può lavorare, primo fra tutti correggere le Sublussazioni cardine attraverso aggiustamenti specifici e scientifici.
Bisogna sempre avere un approccio a 360 gradi sul paziente, non solo soffermarsi sul sintomo. E soprattutto, SEMPRE CAPIRNE LA CAUSA.

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