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Mal di Schiena: miti da sfatare

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Oggi vi presento un articolo molto buono tratto dal sito Mypersonaltrainer riguardante alcuni miti da sfatare sul mal di schiena. Vi propongo una sintesi qui sotto, ma potete accedere direttamente al link se siete curiosi: https://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/mal-di-schiena-miti-da-sfatare.html

Le statistiche in merito alla sua diffusione sono abbastanza chiare: lo sperimentano almeno una volta nella vita all’incirca 9 persone su 10.

Il mal di schiena può essere acuto oppure cronico-ricorrente (molto spesso quest’ultimo corrisponde al cosiddetto mal di schiena aspecifico).

Il mal di schiena può pregiudicare senza dubbio la qualità della vita, ma raramente è il sintomo di una grave condizione di salute: nel 95% dei casi circa non rappresenta nulla di clinicamente serio. Fattori contribuenti: posture prolungate, scarsa qualità del sonno, stress ansia e depressione, timori infondati dovuti a esami strumentali svolti in passato,..

L’invecchiamento si accompagna a una degenerazione e a un’usura dell’apparato scheletrico, quindi anche le componenti vertebrali sono coinvolte (dischi -ernie e protrusioni-, faccette articolari, muscoli, legamenti,..). Questi fenomeni non sono sempre responsabili di mal di schiena.

L’ernia del disco è un infortunio acuto che può causare dolore alla schiena. Le ernie discali, tuttavia, sono predisposte a guarire spontaneamente: con il tempo, i tessuti cicatrizzano e il materiale erniato è oggetto di un processo di riassorbimento dall’esito benevolo (dai 3 ai 12 mesi). Il dolore prolungato può essere dovuto a problematiche ulteriori o ai fattori contribuenti sopra citati.

Da una serie di ricerche è emerso che il 90% delle persone over 60 sottoposto a studi di risonanza magnetica presenta protrusioni, degenerazione discale, ernie, artrosi delle faccette articolari e/o osteofiti, il tutto in assenza di sintomi o di storia clinica passata di dolore. La conclusione degli esperti è che non si può identificare inderogabilmente in un tessuto alterato del rachide la causa di un mal di schiena. Questo non implica che la risonanza magnetica sia inutile, ma va attuata in consonanza con un piano terapeutico logico e preciso.

Le ultime evidenze scientifiche hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra le alterazioni posturali e il mal di schiena. Pertanto, iperlordosi o ipolordosi, ipercifosi, dorso piatto e anche il modo in cui si sta seduti abitualmente non hanno un ruolo significativo nell’insorgenza del mal di schiena. TUTTAVIA, aggiungo io, la rilevanza statistica non è rilevanza clinica: la postura NON è causa di mal di schiena, ma può essere UNA COMPONENTE AGGRAVANTE.

Agli esordi del mal di schiena, quando il dolore è acuto e intenso, il riposo è sicuramente consigliabile. Tuttavia, trascorsi pochi giorni, è bene rimettersi in movimento, perché la sedentarietà e lo stare a letto non farebbero altro che peggiorare la sintomatologia.

L’articolo poi si focalizza sul topic del circolo vizioso tra fattori psicosociali (che stanno alla base dei dolori di schiena) e rilevanza degli esami diagnostici, oltre all’importanza del recupero personalizzato unito alla volontà del paziente di mettersi in gioco.

Chi ha sofferto di mal di schiena cronico potrebbe sviluppare, a distanza di tempo e senza motivi apparenti, nuovamente dolore. Le riacutizzazioni del dolore sono fenomeni abbastanza normali e solitamente non rappresentano la conseguenza di un danno ai tessuti della colonna vertebrale.

La chirurgia, la terapia infiltrativa e i farmaci antinfiammatori più potenti (ex: cortisonici) non sono soluzioni terapeutiche così efficaci e risolutive contro il mal di schiena cronico. Tra l’altro, è giusto ricordarlo, gli approcci più invasivi (chirurgia) presentano tutti dei rischi e non sono esenti da effetti avversi.

Nel link potrete trovare tutte le fonti. Spero di avere diffuso un po’ di chiarezza sulla questione e ricordatevi sempre che la Chiropratica è qui per aiutarvi!!!

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