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La manipolazione spinale

“Manipolazione spinale” è un termine generico usato per qualsiasi tipo di movimento terapeutico della colonna vertebrale, ma più precisamente è l’applicazione di una pressione rapida ma forte su un articolazione tra due vertebre della colonna vertebrale. Quella pressione spinge o ruota l’articolazione oltre il suo normale range (ma sempre nei limiti fisiologici) e provoca un suono di schiocco. Si ritiene che questo rumore distintivo sia causato dalla di un vuoto articolare con rilascio di gas dal liquido sinoviale, il liquido chiaro e denso che lubrifica le articolazioni spinali e non solo. La manipolazione spinale può essere fatta direttamente spingendo le vertebre o indirettamente ruotando il collo o parte superiore del corpo. Bisogna manipolare solo un’articolazione vertebrale alla volta. Chiropratici e altri praticanti lo compiono posizionando il corpo in modo che la forza che esercitino si concentri su di un’articolazione, mentre le parti della spina superiore e inferiore sono tenute molto ferme. I miglioramenti sono presto evidenti.
Inoltre, un chiropratico può consigliarvi di cambiare la biomeccanica e la postura e suggerire altri trattamenti e tecniche. L’obiettivo finale della chiropratica è quello di alleviare il dolore e aiutare i pazienti a gestire meglio la loro condizione a casa.
Tratto da: “Chiropractic care for pain relief” (Harvard Medical School; 2015).

Benefici ottenuti in seguito a manipolazione spinale:
Dal punto di vista neurofisiologico, si ottiene ipoalgesia (minor dolore), una maggiore attività del sistema simpatico e una diminuzione del fenomeno di “sommazione temporale” (minor numero di potenziali d’azione trasmessi dal neurone presinaptico a quello postsinaptico in un costante lasso di tempo; in parole povere questo significa una minore eccitabilità dei neuroni a livello locale). Tutto questo sistema è mediato dalle corna posteriori midollari.
Le articolazioni sottoposte ad aggiustamento mostrano a livello istologico una minor presenza di mediatori dell’infiammazione e citochine, a favore di un maggior rilascio di beta endorfine, serotonina e endocannabinoidi nel circolo sanguigno.

A livello di biomeccanica spinale, vengono stimolati mecanorecettori e propriocettori dei muscoli, migliorandone l’attività.

A livello della corteccia e delle strutture soprasinali, quali l’amigdala e della corteccia cingolata anteriore, si sperimenta una diversa espressione e esperienza del dolore. L’effetto placebo senza dubbio svolge un ruolo essenziale nella diminuzione della sensazione del dolore.

Visto l’intrinseco rapporto tra Sistema Nervoso e Immunitario, il corpo è capace di guarire molto più velocemente se libero da Sublussazioni.